Bulgaria prigione d’Europa: il lavoro sporco ai confini dell’Ue

Il Paese balcanico segue il modello ungherese basato su detenzione indiscriminata e respingimenti illegali, facendoli passare per “ingressi impediti” o “allontanamenti volontari”.

La prassi repressiva non è più una sperimentazione.

Un reportage a partire dal centro di detenzione per persone straniere di Lyubimets, e da quello di “accoglienza” ad Harmanli, a proposito del sistema detentivo per persone straniere in Bulgaria.

L’articolo è su Altreconomia dal marzo 2026.

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